Campanile Basso: diedro Fehrmann (Dolomiti di Brenta, Trento)

lunedì 31 agosto, martedì 01 settembre

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Torno indietro con la coda tra le gambe: la testa non c’è e, alla fine, preferisco abbandonare l’impresa con un nulla di fatto. Non so se recriminare sulla scelta oppure accettarla come un attimo di ragionevole raziocinio: non ho alcun rimpianto per quella calata in quelle condizioni mentali anche se il pensiero del diedro rimane un pungolo fisso.

Prendere una settimana di ferie la prima di settembre non è una buona idea visto che tutti sono presi dal riavviare la “macchina produttiva” ma, d’altra parte, a suo tempo questa era sembrata la soluzione migliore per riuscire ad incrociarmi con le ferie di Micol col risultato che ora il fremito del caianare rischia di starsene a bocca asciutta. La soluzione? Tentare l’impresa solitaria! Quando però lascio Como una nuvola di ripensamenti e dubbi stazioni sopra la mia testa ma, nonostante tutto, mi accollo i chilometri che mi separano da Madonna di Campiglio convincendomi che domani potrò valutare il da farsi; in fondo sono certo che se non dovessi partire, sarei poi capace di recriminare sulla scelta codarda! Così, raggiunta la località dolomitica, mi carico il saccone con l’occorrente e, scavando un solco nell’asfalto, mi avvio verso il rifugio Vallesinella; ovviamente il sano principio del risparmio mi impedisce di servirmi del comodo servizio navetta perchè, in fondo, sfacchinare con una ventina di chili sulle spalle vale certo il risparmio di qualche euro! Riesco comunque a liberarmi del lungo nastro d’asfalto in un tempo più che accettabile così da potermi finalmente dedicare alla sfilata tra gli sguardi stupiti degli escursionisti. Il mio ingresso in un regno caiano non può essere al contempo più silenzioso e glorioso ma, nonostante l’incantevole panorama, la mia priorità rimane quella di disfarmi dell’abnorme peso che mi schiaccia sul sentiero. Abbandonato quindi il saccone e tornato leggero come una piuma, non e riesco a frenare la curiosità andando a dare un’occhiata alla cappellina dietro il rifugio: mai idea fu più infausta! Il piccolo santuario è ricolmo di lapidi a ricordo di persone passate al mondo di là in montagna: non proprio la spinta migliore per l’impresa che mi accingo ad iniziare! [continua]

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