Archivio per febbraio 27, 2015

Val d’Intelvi: Crocione (Como, 3)

Posted in scialpinismo on febbraio 27, 2015 by fraclimb

martedì 24 febbraio

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La falce di luna velata dagli strascichi delle nuvole rischiara debolmente il pendio mentre la notte ha già affondato le sue unghie dilaniando le carni della preda. Il parcheggio dove l’auto ferma la sua corsa è una landa aperta e desolata avvinghiata dalla morsa dell’oscurità; solo la stalla in lontananza lascia sfuggire un raggio luminoso unico segno di vita nonchè labile traccia della presenza umana in questo buco nero. Sono protagonista succube delle tinte fosche del quadro, vittima inerme del fantasma della stalla di cui non scorgo nemmeno l’ombra e delle fauci dei cani che so una volta abitare questi luoghi. Cerco di sgattaiolare come un’ombra furtiva senza fare il minimo rumore ma il rumore di ferraglia di un portone che si chiude violentemente mi fa trasalire: che qualcuno si sia accorto della mia presenza? Attendo mentalmente pietrificato il materializzarsi della belva rabbiosa mentre le gambe continuano a muoversi verso la base del pendio ma in lontananza non compare ancora nulla. Perchè mi sono ficcato in questa maledetta situazione? Solo per scaricare le tensioni milanesi, spronato poi dall’esperienza di domenica e dalla soffice e abbondante neve che ha ispirato la prima notturna della stagione, ancora una volta dell’arcinoto Crocione. Intano, il suono acuto delle lamiere si ripete insistentemente mentre Eolo si diverte a correre tra i materiali deposti che suonano come un’orchestra stonata producendo sinistri e acuti cigolii. Lo mando a cagare e mi avvio su per il pendio seguendo la comoda traccia mentre cerco di allontanarmi più velocemente possibile dal tetro pianoro iniziale. La stalla si allontana sempre di più mentre, unico punto nero, mi alzo su per il candido lenzuolo finchè, ad un tratto, ho la sensazione di essere seguito: mi volto di scatto ma dietro le mie spalle c’è solo il vuoto. [continua]

Triangolo lariano: san Primo (Como, 2)

Posted in ciaspole on febbraio 27, 2015 by fraclimb

domenica 22 febbraio

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Siamo oramai al traguardo e tutto è filato liscio ma l’attrezzo infernale, proprio poco prima di raggiungere la strada ora pulita, decide di rompersi. O io ho qualche problema durante le discese, oppure dev’esserci una qualche congiura da parte delle ciaspole nei confronti del sottoscritto: quasi tutte le volte sembra che, se non rientro all’auto con un qualche problema, non mi senta appagato!
Già al mattino, la situazione stava prendendo una piega storta: visto il tempo non proprio ottimale qualcuno di noi infatti inizia a mettere in forse l’ormai classica ciaspolata dell’AG. Ovviamente resto dell’alto partito, tanto più che è previsto un miglioramento e, a quest’ora, non saprei poi cosa fare di preciso. Alla fine comunque gli interventisti hanno la meglio e partiamo alla volta della zona del san Primo.
La neve caduta da sabato ci accoglie con tutta la sua abbondante sofficità: avere due legni sotto i piedi sarebbe certamente stata una vera goduria, soprattutto se confrontati con queste specie di racchette da tennis vero attrezzo del demonio! L’ostacolo principale rimane il potenziale vento che alla fine ci consiglia di partire del pian del Tivano per poi ripercorrere a ritroso il tragitto dell’anno scorso. Stando infatti nella vallata, sotto la mole del san Primo, saremo protetti dalle previste raffiche. Ci muoviamo quindi in un ambiente silenzioso e ovattato ma pullulante di scialpinisti e altri ciaspolatori. Saliamo così agli ultimi alpeggi e poi ci buttiamo sul pendio intonso fino a ricongiungerci, dopo un giro arzigogolante, con una traccia di cui non si capisce bene la provenienza. [continua]

Rheinwald: l’Organo (Grigioni)

Posted in cascate on febbraio 27, 2015 by fraclimb

domenica 15 febbraio

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Troppe emozioni, troppe emozioni e, ancora una volta, ho avuto la conferma che fare cascate non è il mio sport! La verità è che non trovo stimoli per alzarmi ad orari allucinanti, smazzarmi decine e decine di chilometri, fare il bastoncino Findus e poi portare a casa, quando va bene, una manciata di metri di ghiaccio durante i quali la lotta con il terrore di precipitare è abbondantemente più grande del gusto di scalare l’immobile flusso. O forse la vera verità sta nel fatto che non sono capace? Non riesco a fidarmi dei piedi, è incredibile! Baso l’arrampicata su roccia sull’uso delle estremità inferiori mentre qui mi paiono due inutili appendici: tiro calci inverosimili al ghiaccio fin quasi a formare un appoggio eppure la fiducia è sempre prossima allo zero. Per fortuna che ci sono le picche! Mi ci avvinghio, le stritolo sotto le dita affidandomi quasi totalmente alla loro tenuta e poi mi muovo verso l’alto; ma così non può andare!
Nevica. Praticamente partiamo da casa sotto l’acqua gelata ma, fatti pochi chilometri, leggeri e soffici fiocchi iniziano la loro danza. L’autostrada è già in cattive condizioni e, al bivio per Coira, mi scateno in uno slalom estremo: controsterzando per due o forse tre volte riesco a tenere la macchina in carreggiata ma il brivido provato mi appesantisce le gambe per diversi minuti. La strada intanto sale e si imbianca sempre di più: sembra inverosimile che a san Bernardino il tempo possa essere quasi decente. E infatti così non è: valichiamo il tunnel e a nord la situazione non migliora granchè. [continua]