Archivio per ottobre 13, 2014

Val Varrone e val Biandino (Valsassina, Lecco)

Posted in mountainbike on ottobre 13, 2014 by fraclimb

mercoledì 01 ottobre

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Uno sguardo alla cartina, l’ennesima giocata d’azzardo e mi metto in pista per la nuova avventura. Raggiungo quindi Taceno in Valsassina dove inizio a fare girare le pedivelle dei pedali con l’idea di compiere un bel giro ad anello. Ho solo l’incognita sul sentiero che dovrebbe permettermi il passaggio tra la val Varrone e la val Biandino ma, per il resto, mi sento sufficientemente sicuro di portare a casa l’intero giro. Infatti inizio a mulinellare in salita come se fossi già in fuga: mi dico che non potrò sopportare a lungo un tale ritmo eppure continuo imperterrito a spingere sui pedali come se nulla fosse. Passano così pochi chilometri e ho la scusa buona per fermarmi a dare un occhio alla cartina per poi riprendere a salire. Poi la strada inizia a spianare, si allunga, fa una curva e sparisce: maledizione, una discesa! Evidentemente non ho studiato bene la lezione e non ho previsto questa perdita preziosa di dislivello che, nel caso in cui il giro dovesse andare all’aria, mi costringerà a superare l’ennesima salita quando le gambe saranno già pappa. Scendo, supero il ponte sul torrente e proseguo in salita per poche centinaia di metri finchè mi convinco di avere superato l’imbocco della val Varrone: giro il mezzo e finalmente raggiungo la mulattiera. L’incipit non sembra dei migliori: le gambe iniziano a dare i primi impalpabili segni di stanchezza e sono solo all’inizio! Tutto sommato però il percorso sembra prendere quota dolcemente e quindi il morale resta alto finchè la mulattiera inizia ad impennarsi con alcuni brevi strappi che mi logorano rapidamente; raggiungo un piccolo abitato e mi fermo: mi viene voglia di abbandonare tutto, lasciare perdere la discesa per la val Biandino e rientrare lungo la strada da cui sono venuto, solo che c’è di mezzo quella maledetta risalita! [continua]

Primo Magnaghi (o Magnaghi meridionale): Vitali Longoni; terzo Magnaghi (o Magnaghi settentrionale): Lecco (Grignetta, Lecco)

Posted in vie alpinistiche su roccia on ottobre 13, 2014 by fraclimb

Lunedì 29 settembre

RELAZIONE pdf (Vitali Longoni)

RELAZIONE pdf (Lecco)

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Avevo sperato di godere di alcuni giorni di ferie in Dolomiti e invece, mio malgrado, mi trovo a riprogrammare tutto: oggi sono solo, non ho alcuna intenzione di andare in falesia e quindi provo l’ennesima grignettata. Tento perché in realtà non sono sicuro di essere pienamente e fermamente convinto. L’idea era di tornare alla Costanza ma alla fine abbandono il progetto e mi rivolgo ai Magnaghi: l’avvicinamento più comodo è certamente un valido motivo per lasciare perdere quell’angolo selvaggio di Grigna! Risalgo quindi la Cermenati dopo aver superato un duo proveniente da Genova e quindi mi butto nelle braccia della solitudine. Il cielo è azzurro, tutto un altro ambiente rispetto la volta della Rizieri che mi trovo a risalire per raggiungere il mio obiettivo. Ho in mente un “grande” progetto di concatenamenti perchè, dopo aver superato il sentiero, ora non mi resta che scalare e la motivazione, a questo punto, riprende a marciare verso l’alto. Supero quindi la prima lunghezza della via sul Sigaro e poi mi infilo nel terrazzino che separa l’obelisco dal Magnaghi centrale dove inizia la Vitali Longoni. La porta dell’ignoto si spalanca e io mi infilo nel diedro che mi sta davanti. I primi metri sono semplici, poi la roccia inizia a farsi verticale e le facce della struttura sempre più lisce. Se ci fosse qualcuno in sosta, salirei certamente più sciolto e spavaldo mentre l’autosicura mi impone una progressione lenta e soppesata: salgo come un bradipo temendo che una scarpa possa scivolare e io seguirla immediatamente. Poi devo uscire dal diedro: mi incarto, torno indietro e trovo la soluzione giusta. Un breve e facile tratto è un toccasana per fare riposare le braccia prima dei successivi metri aggettanti ma, fortunatamente, ben ammanigliati. Ancora una volta, il miracolo della Grignetta si ripete: quando la parete si fa più verticale, ecco che compaiono tasche, maniglie e coppe a ripetizione. Salgo guardingo ma sicuro lasciando correre la corda sotto i miei piedi finchè l’istinto caiano mi porta alla sosta. Ora mi attende quello che sulla carta dovrebbe essere il tiro più impegnativo. [continua]