Val di Cogne: rifugio Vittorio Sella e casolari dell’Herbetet (Aosta)

sabato 21 e domenica 22 giugno

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Duuu-da-duuu. Da-du, da-du, da-du, da-duuu, da-duu! Da-duuuu…
La colonna sonora di Super Quark ci accompagna per tutta la gita, mentre il concerto si apre e si chiude con lo sferragliare meno melodico di un’officina. Tutto inizia già al piazzale di Muggiò quando, salito baldanzoso sul pullman, questo decide di rapire il sottoscritto e i ragazzi già a bordo! La porta di accesso si chiude infatti dietro le mie spalle mentre l’autista è impegnato a bloccare il portellone del bagagliaio appendice; butto un occhio all’infinità di tasti della plancia dell’astronave e, sperando di non pigiare l’autodistruzione, schiaccio a casaccio quelli che sembrano essere i comandi della porta ma quella niente, non ne vuole minimamente sapere. A quel punto solo la forza bruta può venirci in soccorso e così forziamo la serranda e torniamo liberi di essere nuovamente catturati dal torpedone.
Il viaggio fila liscio finchè la strada non inizia ad inerpicarsi su per la valle di Cogne. Il nostro mezzo procede come un ciclista sul Gavia che, per paura di tornare a valle, pedala tenendo i freni tirati! Praticamente se salissimo a piedi faremmo più in fretta! L’estenuante viaggio (di cui tralasciamo la divagazione verso Courmayeur e i piloni del Freney perfettamente ripuliti) giunge così finalmente al termine mentre la sigla di Super Quark inizia a farsi sentire in sottofondo.
La colonna si mette finalmente e lentamente in marcia verso il rifugio che, sebbene non particolarmente distante, sembra essere come un peso al capo di un elastico; ce la prendiamo comoda e, nel tardo pomeriggio, raggiungiamo finalmente l’agognata distesa. A quel punto gli stambecchi iniziano a solleticare il prof Mainardi che sonnecchia in me mentre Piero (Angela) si ringalluzzisce sentendo la sigla del suo programma sparare a mille: un branco di cornuti (non ne vogliano a male) mammiferi si è infatti posizionato poco lontano e il sottoscritto non si lascia certo perdere l’occasione. [continua]

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