Cengalo: spigolo Vinci integrale (val Masino)

domenica 28 luglio

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Ho programmi ambiziosi, sogno un’impresa con la I maiuscola ma la mia proposta si scontra subito con i piani degli altri caiani e naufraga come una barca in mezzo alla tempesta. La notizia mi getta nel totale sconforto, soprattutto perchè le previsioni hanno annunciato bello stabile e caldo; non mi sembra possibile che ci lasceremo sfuggire un’occasione tanto ghiotta! E invece va proprio così: ognuno per la sua strada mentre nemmeno troppo in lontananza vedo una grande X rossa abbattersi sull’ennesimo week end.

Ma dopo le lunghe ore di depressione, quando oramai lo scacco matto sembra l’unica certezza, provo a muovere le pedine nel disperato tentativo di salvare capra e cavoli. Sarà una soluzione di ripiego ma, almeno questo è il mio convincimento iniziale, se questo fosse stata l’alternativa di qualche anno fa, l’avrei sognata e desiderata intensamente.

Così faccio partire la mail alla quale Riccardo non tarda a rispondere: “non sto nella pelle, però…”. Però?! Come “però”!?!Mi sembra incredibile, la beffa del secolo; la conclusione più ovvia di un anno fin qui andato a rotoli: si potrebbe fare di tutto ma non trovo i soci! Non mi resta che darmi all’alpinismo estremo solitario!

E così arriva l’ultimo giorno utile; sono in trepidazione, Riccardo sembra svanito nel nulla ma, proprio quando credo di dover giocarmi un’alternativa all’alternativa, arriva il messaggio: si va!

Sono le 7 del sabato sera quando ci troviamo poco sotto i Bagni a smistare il materiale nei due zaini e poi, pronti via, iniziamo a spararci l’immane salita verso la Gianetti. In realtà il rifugio è solo un punto nella valle perchè noi, da buoni comaschi risparmiatori, ci accomoderemo nei nostri sacchi a peli, sotto un tetto di stelle! Ho ben chiaro i programmi per l’indomani e non tardo a esporli al mio nuovo compagno d’avventura: se dev’essere spigolo Vinci che sia l’integrale! Lui non batte ciglio e così mi assopisco in attesa di voltare una nuova pagina del mio diario caiano.

L’alba e i rumori della cucina del rifugio mi destano da un sonno ristoratore durante il quale mi sono limitato a lottare con la granitica corda-cuscino prima di sostituirla col più comodo piumino. [continua]

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