Archivio per gennaio 9, 2013

Val Malenco: lago Palù (Sondrio)

Posted in scialpinismo on gennaio 9, 2013 by fraclimb

martedì 01 gennaio

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La situazione si fa preoccupante. Al cenone del 31 ho ingurgitato crepes farcite, bourguignon e chinoise accompagnate da gustose insalate pera-arancio-uvette-noci; siamo quindi andati a dire addio al 2012 in piazza a Chiesa per poi rientrare a gustare il tradizionale zampone con le lenticchie quindi purè e l’immancabile panettone con la golosa crema di mascarpone. Il tutto senza battere ciglio, come se fosse perfettamente normale ingurgitare una tale mole di cibo e con la sola consapevolezza che la gran quantità di combustibile ingerito dovrà essere smaltita prima possibile. Così, nonostante l’orario personalmente disumano in cui ci infiliamo sotto le coperte, ci accordiamo per una sveglia intorno alle 8. Riesco a tergiversare e sgusciare dal sacco a pelo con mezz’ora di ritardo; lentamente la casa prende vita e non trovo nulla di meglio se non iniziare la nuova giornata con tè e crema di mascarpone a volontà. Cece, Silvia, Vera e Christian sono i più attivi e alla fine riescono ad uscire ad un orario decente per sciare sulle piste. Noi intanto gironzoliamo tra le mura domestiche con Micol che ancora ronfa beata; Maura e Roby optano per una salita con sci e ciaspole verso il lago Palù, mentre Colo e Fra preferiscono restare in casa e prepararsi per il rientro verso la città. Finalmente anche Micol si desta dal letargo e così possiamo confermare i piani per la giornata: smaltire la colazione salendo al Palù mentre per la cena verrà il suo momento!

Sarà che sono in trance per le poche ore dormite, fatto sta che mi sento sufficientemente riposato per spalare un po’ di neve dove decidiamo di lasciare la macchina: tra una storia e l’altra sono quasi le undici e pensare di trovare parcheggio alla partenza della seggiovia di San Giuseppe è quanto meno utopico, così lasciamo l’auto poco distante e ci avviamo con le pelli verso l’imbocco della mulattiera. La pista è ben battuta e tranquillamente entriamo nel bosco incontrando altri escursionisti probabilmente intenti a lasciarsi dietro i postumi del capodanno. Raggiungiamo così con la massima tranquillità il lago: d’altro canto ultimamente Micol ha avuto modo di allenare più il cervello che i muscoli motori e anche la preparazione atletica di Liverpool oramai è solo un lontano ricordo. [continua]

Parete del Baffo: tentativo (val Masino) 2

Posted in vie alpinistiche su roccia on gennaio 9, 2013 by fraclimb

domenica 30 dicembre

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Non c’è proprio nulla da fare, è più forte di me. Se c’è da caianare e magari la caianata si prefigura come una vera avventura, mi squaglio come un gelato al sole e mi tuffo nel minestrone di emozioni. Siccome poi magari sono io a lanciare il sasso nello stagno, non posso poi certo lamentarmi dello tsunami che ne consegue. Così eccomi ancora in macchina con Luca mentre una musica lagnosa e ripetitiva martella dalle casse in completo disaccordo con le variegate sfumature che si prefigurano nella giornata. Questa volta optiamo per salire dal ponte del Baffo seguendo un antico sentiero che ci porta alla base della frana sottostante la parete risparmiandoci così parte della sfacchinata tra i castagni. In ogni caso, non ci lasciamo sfuggire una certa dose di rovi superati i quali raggiungiamo finalmente la base del nostro muro verticale. Lasciamo completamente perdere la linea tentata la prima volta e ci dirigiamo invece verso una fessura logica più in centro parete. Ovviamente lascio ogni onore a quello forte e mi appisolo nel comodo ruolo di assicuratore: Luca sale senza badare troppo al risparmio di friends e nuts pensando di ripetere il tiro con le protezioni già piazzate e così raggiunge quello che si rivela la boccola di un vecchio spit e, poco oltre, una decrepita e raccapricciante sosta. Il nostro intento è quello di continuare a salire spostandoci poco più a sinistra e poi ancora diritti lungo una logica sequenza di fessure. Ma sembra quasi destino che ogni progetto si debba infrangere come i flutti sulla scogliera; Luca mi informa infatti dello stato moribondo in cui versano le due protezioni e su come, probabilmente, non si possa piantare alcun chiodo affidabile in quanto il pilastrino che delimita le spaccature pare di dubbia solidità. E in effetti, dopo pochi tentativi, il dado e il chiodo di sosta vengono sputati dalla parete senza troppi riguardi per la loro lunga permanenza. [continua]