Rheinwald: piz Tuf (Grigioni)

sabato 29 dicembre

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Dopo le maratone culinarie che viaggiano di pari passo con la slitta di Babbo Natale, viene il momento di fare i conti con le calorie ingerite e, di conseguenza, bruciare quelle in eccesso. Quindi, niente di meglio di una bella sgambata con gli sci in solitaria. Ovviamente, anche per rispettare la promessa fatta, il parametro preponderante è il dislivello così, preso spunto dalla guida, mi preparo per la nuova avventura che, questa volta, mi porterà in Svizzera, al di là del San Bernardino. Appena lascio la macchina, gli strascichi delle abbuffate si fanno sentire: il primo vero obiettivo è quindi un albero sufficientemente isolato che mi permetta di sganciare la bomba biologica maturata nelle mie interiora. L’effetto dirompente e il tanfo nauseante non scoraggiano però due scialpinisti che passano poco distanti, giusto per confermarmi l’accurata riservatezza della toilette. Dopo il parto, tutto appare più leggero e così mi avvio baldanzosamente lungo l’evidente traccia che conduce alle baite di Dumagns. Grazie al sovraccarico espulso mi risulta relativamente facile raggiungere e superare chi mi precede finchè decido per la prima sosta. Il nuovo thermos, fresco e utilissimo regalo dopo la perdita al Gross Ruchen, si rivela subito un ottimo compagno di salita con un solo neo: l’assenza del bicchiere, mi costringe ad una delicata operazione di sorseggiamento che comunque non impedisce al bollente tè di ustionarmi lingua e palato. Alla fine, per non morire disidratato o per le ustioni di 4° grado, sarò costretto a rimpinguare la bevanda con un’abbondante spruzzata di neve. In ogni caso, individuato il percorso, riprendo a salire o meglio, ad andare avanti: davanti a me si apre infatti una vallata con una pendenza per lo più trascurabile che mi porta al successivo punto di tappa, l’Alp Tumpriv. Dopo una breve salita e l’ennesimo e cosmico tratto in falsopiano, supero il piz Tarantschun alla mia destra mentre la coltre nevosa diventa intonsa: bene, oltre ad avere migliaia di chilometri di sviluppo, dovrò anche battere traccia! [continua]

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