Dimore degli Dei: la Serpe Ripresa (val di Mello)

sabato 22 settembre

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Questa volta sono di scena con Marco detto il Corbis con meta le Sponde del Qualido: guardando la guida, mi ero fatto un’idea completamente errata sulle placche e sulla loro posizione così, quando scopro che si tratta della lavagna che sovrasta il sentiero che scende dalle Dimore degli Dei, provo un pizzico di delusione mentre la motivazione non vacilla minimamente. Ci prepariamo quindi per salire il Dolce Richiamo dell’Aldilà il cui nome è già un bel programma dando così il via alla rincorsa allo spalmo estremo ma partendo un più a destra dell’attacco originale. L’errore mi porta al sacrilegio: utilizzo lo spit di Acqualong per proteggere il passo più duro per poi proseguire lungo il percorso più semplice. Da un estremo all’altro: per controbilanciare l’attacco, vado a sostare completamente a sinistra, in prossimità di un albero intuendo di essere finito fuori via. Nonostante l’errore, recupero Marco per poi cercare di raccapezzarci sulla nostra posizione: stando alla guida, la seconda lunghezza propone un passo di placca estrema subito sopra un chiodo per poi andare a prendere una lama. Ma di chiodi neppure l’ombra e l’unica cosa che possa rassomigliare ad una lama è un fessurino che muore su un muro verticale senza alcuna possibilità apparente di uscita. Provo allora a seguire l’istinto facendo una visita all’orto sopra le nostre teste ma, dopo aver  raccolgo un po’ di carote e patate, rientro per provare a traversare verso destra. Guadagno una fessurina dove riesco a proteggermi e quindi do un occhio al mare a destra: una sosta mi saluta ma ciò che attrae la mia attenzione è un cordino marcio e rinsecchito che sembra penzolare da un chiodo. Provo a salire brevemente e quello conferma di essere un chiodo sopra il quale si trova la famigerata lama. Delicatamente mi sposto quindi verso destra su alcuni minuscoli ma provvidenziali appoggi e poi salgo fino al reperto archeologico del cordino. Rinvio l’occhiello metallico e studio i successivi appoggi semi inesistenti che sono l’anticamera del nulla. Senza aver appreso per bene la lezione, faccio un paio di tentativi con altrettante cagose retromarcia arrivando quasi a toccare la presa d’uscita; mi manca però il fegato per affrontare lo spalmo estremo e così alla fine desisto e mestamente ritorno alla sosta di partenza. [continua]

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