Val Bedretto: Poncione di Maniò e Chuebodenhorn

sabato 08 e domenica 09 settembre

RELAZIONE pdf (Poncione di Maniò)

RELAZIONE pdf (Chuebodenhorn)

FOTO

Il corso di autunno dell’AG si apre di fatto con la due giorni alla capanna Piansecco in val Bedretto dopo che, a causa delle previsioni avverse, la prima gita è saltata. Per domenica prevediamo di salire con i Nazgul al Poncione di Maniò, percorso che nessuno di noi ha mai affrontato; di conseguenza, per evitare spiacevoli sorprese, decidiamo che il sottoscritto verifichi la fattibilità del percorso mentre il resto del gruppo salirà tranquillamente al rifugio per poi divertirsi con alcuni giochi di corde.

Per guadagnare quindi tempo prezioso, adotto la modalità skyrunner; la partenza soft per permettere al motore di scaldarsi è così presto sostituita da un ritmo da gara che ben presto mi riempie le gambe di acido lattico, fa pulsare il cuore a mille ma mi permette di sbaragliare i tempi: in meno di mezz’ora raggiungo la capanna e finalmente mi concedo una breve tregua. Quando riparto, il ritmo è decisamente meno indiavolato ma comunque sufficiente a farmi superare con una certa rapidità l’ultimo tratto di sentiero comodo e la ripida ganda prima del Gerenpass. Non ho alcun attrezzo per superare il ghiacciaio ma il costante e assiduo lavoro del sole insieme all’ora tarda mi permettono di superare senza alcuna difficoltà la distesa gelata. La rapida salita deve comunque avermi un po’ annebbiato perchè inizialmente punto alla cima proprio sopra il ghiacciaio per poi accorgermi che la mia meta si trova più a destra, oltre la sella. Poi mi appare Piero Angela mentre in sottofondo suonano le note di Super Quark: due stambecchi mi osservano incuriositi mentre risalgo le gande terminali che mi conducono in vetta. Anzi, no: sono sull’anticima, il Poncione vero e proprio è infatti ancora più a destra. Dopo qualche attimo di indecisione, mi butto sulla cresta che mi deposita finalmente sul punto più alto; il panorama è decisamente mozzafiato con il Finsteraarhorn che domina la scena verso nord. Non ho però molto tempo per godermi lo spettacolo e in quattro e quattr’otto ingurgito qualcosa prima di dare il via ad una sofferente discesa che mi permette di raggiungere il resto del gruppo ancora impegnato con i giochi di corde sulle placche dietro il rifugio. [continua]

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