Primo Magnaghi (o Magnaghi Meridionale): Spigolo Dorn; Terzo Magnaghi (o Magnaghi Settentrionale): Bartesaghi (Grignetta)

domenica 29 luglio

RELAZIONE (Spigolo Dorn)

RELAZIONE (Bartesaghi)

Il mio compagno d’avventura non proferisce parola: se ne stà zitto zitto appollaiato sulle mie spalle, lasciandosi dondolare dal ritmo da maratoneta. Sono le 11 passate: la conseguenza del poltrire a letto è una partenza ad orari più consoni ad una gita sul lago che ad andare in grignetta alla fine di luglio, così dopo aver scaldato i motori cerco di guadagnare il tempo perduto. Esclusa a priori la Piramide Casati per ovvi motivi legati all’avvicinamento, non mi resta che optare per i più comodi e classici Magnaghi che, decisamente, rispondono meglio alla mia pigra richiesta e alla ricerca di un po’ d’ombra. Ovviamente le semplificazioni terminano qui perchè, rivolgendo le mie attenzioni al versante più complesso e ombroso del Magnaghi Meridionale, apro di contro la porta a salite comunque mai banali: d’altro canto, se si vuol caianare, le cose devono essere ben fatte!

In ogni caso, come volevasi dimostrare, il ritmo forsennato non porta a nulla se non ad una sudata epica, un battito cardiaco impazzito e un accumulo di acido lattico da fare invidia ad un 800metrista. Come conseguenza, al bivio sulla Cermenati per i Magnaghi, mi devo fermare se non voglio vomitare l’anima e far rinsecchire completamente l’esofago. Il successivo tratto in falsopiano e la visione sono poi i fattori determinanti per permettere al mio stato psico-fisico di ricomporsi: ai miei occhi appare una muraglia calcarea sovrastata da un generoso drappello di nuvole che regala un po’ di ombra e piacevole frescura a questo deserto di pietre e rocce.

L’inconveniente è che, non so se attratti dal miraggio di un clima un po’ più mite o dallo spread, un manipolo di punti colorati scorazza sulle pareti tra il Sigaro e i Magnaghi. Proseguo comunque imperterrito la mia marcia mentre la cura ingrassante del compagno inizia a dare i suoi effetti, per poi arrestarmi alla base della Panzeri, la via che secondo i piani stilati comodamente a tavolino dovrei salire. [continua]

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