Traversata Civiglio San Primo

 domenica 12 giugno

Sento la mancanza di una cainanta, voglio disperatamente caianare ma questa domenica sembra che tutti si dedicheranno a qualche salita plaisir. Vagliate le opzioni disponibili, non mi resta che inforcare la mia bici e iniziare a pedalare. In fondo lo sfacchinare è un ingrediente fondamentale del caianesimo e, almeno in parte, potrò soddisfare le mie esigenze.

L’obiettivo è il faro di Brunate per poi prendere il sentiero delle colme ma poi mi butto nel bosco già all’altezza di Civiglio considerando che prima abbandono l’asfalto, meglio è ma, soprattutto, che salire al faro è una vera sbatta! La mulattiera è un muro invalicabile: per fare un paragone alpinistico, sarà più di VI! Così, più presto di quanto avessi pensato, mi trovo a spingere il mio mezzo su per la ripida stradina che poi diventa sentiero. Poi, finalmente, esco sulla dorsale e ritorno a pedalare: la progressione non è certo veloce ma almeno appoggio le chiappe sulla sella. E poi sono allo spettacolare bosco di faggi: la stretta traccia è ricca di fango e ben presto mi rendo conto del perchè i copertoni sono tassellati; peccato che i miei tasselli sono oramai un antico ricordo!. Su una bici che scivola come un’anguilla, supero la lunga traversata per poi gettarmi come un kamikaze sulla salita che conduce alla baita Riella; presto i ruoli cambiano nuovamente: io a terra e la bici davanti che si lascia spingere su dalla rampa. [continua]

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