Zucco della Penduliva: Minas Tirith

giovedì 02 giugno

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Il tempo non promette nulla di buono e, tra l’altro, fino all’ora di pranzo di mercoledì ha piovuto, quindi l’unica possibilità di scalare sembra legata alla falesia o, ad essere fortunati, ad una qualche vietta nei dintorni di Lecco, con l’ambizione non troppo nascosta di fare una puntata al Medale. E invece Cece tira fuori una di quelle proposte che scombussolano tutti i piani facendo immediatamente cambiare dopo un rapido giro di telefonate la meta già fissata.

Partiamo da Lecco alle 8 e, dopo il breve tragitto in auto, eccoci a salire per il sentiero alla volta della parete:  la traccia, inizialmente ben marcata, si trasforma ben presto in un ghiaione dolomitico costringendoci a progredire praticamente a quattro zampe con il risultato che, per ogni passo fatto verso l’alto, ridiscendiamo per diversi centimetri insieme ad una miriade di pietre. E’ una lotta contro la gravità! Continuando a salire lungo questo sfacelo, raggiungiamo l’attacco della via: il clima è piuttosto umido mentre in cielo sonnecchia una striscia grigiastra che non preannuncia nulla di buono ma, almeno, ci riparerà dai raggi del sole che, al momento, rimane nascosto alla nostra destra. [continua]

2 Risposte a “Zucco della Penduliva: Minas Tirith”

  1. Tanto per essere chiari:
    forse la via più brutta mai fatta………..

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