Engadina: cascata Seiler

lunedì 03 gennaio

RELAZIONE

Siamo carichi come muli. O come due profughi: ci mancano solo le valige di cartone per sembrare due emigranti per le americhe! Per fortuna possiamo sfruttare la traccia del nostro tentativo precedente così, annaspando sotto il peso del nostro bagaglio, entriamo rapidamente nel bosco. È già sera e non vedo l’ora di entrare al caldo del sacco a pelo. Individuiamo ben presto un posto dove piazzare la tenda al riparo dagli occhi della polizia svizzera e ben presto istalliamo il nostro campo. La cena prevede un’abbondante piatto di pasta ai funghi seguita da salamini, lenticchie e tonno. Insomma un bel remake dei pranzi natalizi prima di infilarsi a letto!

Devo lottare con un pezzo compatto di neve che mi massacra la spalla; inutile prenderlo a pugni: il blocco non fa una piega costringendomi a dormire in una specie di loculo più angusto dello stesso sacco a pelo. Poi individuo la posizione ideale a pancia in giù mentre, per la felicità di Fabio, inizio a tagliare più legna di una segheria dell’Ikea. Ben presto riempo la tenda rendendo l’ambiente invivibile e quindi sono costretto ad incastrarmi come un puzzle nel poco spazio lasciatomi dal maledetto blocco di neve compressa. [continua]

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