Archivio per settembre 14, 2009

Wendenstocke: Excalibur

Posted in vie alpinistiche su roccia on settembre 14, 2009 by fraclimb

sabato 12 settembre ’09

Un tonfo secco e sono nuovamente con i piedi per terra. Non ho subito alcuna ripercussione fisica, semplicemente ho le orecchie basse! Con la stessa forza con cui ci aveva sollevato, il Wenden ci ha anche riportato alla cruda e dura realtà del nostro V+ e A0 .

Risaliamo lungo il delicato sentiero d’avvicinamento senza lasciarci perdere l’occasione di percorrere una variante che ci porta sopra i resti di un nevaio. Sfruttando lo spazio tra la coltre gelata e la parete rocciosa a monte, Cece scova uno stretto pertugio mentre io e Colo lo seguiamo passando sotto il tetto di neve gelata. Ritornati sulla traccia, lentamente saliamo verso la parete fino a raggiungere lo zoccolo alla base della parete dove corre Excalibur.

I primi fotogrammi dell’avventura mi vedono protagonista volontario mentre delicatamente mi alzo su una roccia incredibile. Mi allontano dalla sosta fino a raggiungere un passo che non riesco a risolvere. La situazione è piuttosto spiacevole, benchè la posizione non sia fortunatamente scomoda: non sono in grado di proseguire e l’ultima protezione brilla due o tre metri più in basso sulla destra. Sono fermo nella stessa posizione da alcuni minuti: non mi sto godendo il panorama, ma solo lo spit in basso e la distanza “siderale” tra me e lui. Immagino il volo con relativo pendolo nel tentativo di tornare sui mie passi e non posso non maledire la mia sete di protagonismo che mi ha gettato in questa tragicomica situazione. Poi, fulminato da un’intuizione degna di Sherlock Holmes, individuo sulla sinistra del mio naso la soluzione rappresentata da una piccola tacca che fino a quel momento si divertiva a giocare a nascondino sulla lavagna calcarea.  Raggiungo la seguente protezione dove mi viene proposto l’ennesimo cubo di Rubik della giornata a cui poi ne seguiranno altri. Senza ricorrere a biechi trucchi di contraffazione delle facce del dado (leggi staffate, tirate di rinvio e quant’altro), riesco, con molta pazienza dei soci che si congelano pochi metri più in basso, a risolvere anche questo enigmatico problema fino a raggiungere la sosta. [continua]