Archivio per marzo 20, 2009

Cresta Segantini

Posted in vie alpinistiche su ghiaccio e/o misto with tags on marzo 20, 2009 by fraclimb

domenica 15 marzo

Relazione e foto su fraclimb.com

Ancora una volta mi trovo ai Piani dei Resinelli con l’intento di salire la cresta Segantini; è l’ultimo week-end buono per una salita nella stagione fredda e le condizioni si preannunciano effettivamente invernali. Assaporo ogni momento gustando con trepidazione il momento in cui io e mio papà ci legheremo sui primi contrafforti.

L’avvicinamento si svolge lungo la conosciutissima Direttissima che, però, con questa veste assume un sapore particolare: la neve è abbondante lungo tutto il percorso e la traccia ben marcata. Bisogna comunque fare attenzione perchè la coltre bianca è ancora piuttosto dura. Si susseguono i classici passaggi del percorso e, lentamente, l’inquietudine e la trepidazione si sostituisce alla tranquillità: l’orologio mi sembra correre troppo rapidamente e ho la netta sensazione di essere incredibilmente in ritardo. Cerco quindi di spingere sull’accelleratore ma, superato il caminetto Pagani e un paio di saliscendi, ci troviamo al bivio con il fungo. Ho preso una grossa cantonata, penso tra me e me: l’attacco non è lontano. In effetti quando ci leghiamo sono passate poco più di due ore dalla partenza.

Calzati i ramponi, mi infilo nel canale iniziale dove sono accolto da uno strato sottile di neve dura, alternata a tratti ghiacciati. I passaggi non sono comunque complessi, anche se i ramponi mi creano qualche difficoltà sulla roccia. Raggiungo il passo di III+ (probabilmente il terzo più stretto che abbia mai salito!): le punte dei miei ramponi grattano sulla roccia producendo un forte attrito che alza un pungente odore di bruciato. Dopo un attimo di indecisione, prendo una appiglio ormai levigato e supero il passo. Davanti a me, la cresta si staglia carica di neve ma, fortunatamente, il resinato spunta sopra il candido manto e così recupero il mio secondo. La marcia riprende in conserva: la traccia è ben marcata ma anche sbagliata e così finisco fuori via. Sono sul versante settentrionale e la cresta è sulla mia destra, poco più in alto. Superato un momento di disorientamento, mi accorgo dell’errore e, salendo per una lingua nevosa, riguadagno la cresta.

La progressione prosegue senza intoppi e così raggiungiamo la Lingua completamente innnevata. La risaliamo senza difficoltà e riguadagnamo il filo di cresta dove ci fermiamo per mangiare un boccone. La progressione prosegue fino alla parete contrassegnata dalla scritta “difficile”. Con i ramponi ai piedi, non mi sento completamente a mio agio così aggiungo un paio di protezioni veloci prima di uscire dal tratto più delicato.

La cresta è terminata e, dopo tre ore di sali e scendi tra una guglia e l’altra e i continui cambi di versante che caratterizzano questo stupendo percorso, siamo in vista della vetta che l’abbondante neve ha trasformato in un panettone arrotondato.