Miryam e Bonatti

domenica 22 febbraio

Mi trovo con Cece e Enrico al Bione, la giornata si preannuncia relativamente tranquilla visto che l’amico di Cece non tocca roccia da quasi un anno. La scelta cade quindi su una facile via del Pilastro Irene con l’intento poi di salire la Bonatti.

Ho un rapporto conflittuale con la via del monzese: l’ho tentata già un paio di volte e sono sempre stato ricacciato dal traverso, mentre una terza non l’ho nemmeno attaccata perchè uscito tardi da Sogni Proibiti. Pertanto conto di mettere prima possibile una croce su questo itinerario.

Raggiungiamo così la base della Miryam mentre diverse cordate affollano i tiri soprastanti: Cece (che ha già salito entrambe le vie) tirerà tutta la linea del Pilastro, mentre al sottoscritto spetterà quella del Medale.

Parto così un po’ troppo baldanzosamente e subito mi trovo appeso alla corda: una presa un po’ unta mi fa scivolare la mano con conseguente caduta. Iniziamo bene! Enrico, dal canto suo, si alza molto bene e in pochi minuti superiamo il primo tiro. Seguono alcune lunghezze più semplici fino al tiro che conduce a un tetto: la placca verticale che mi separa dalla sosta mi impegna non poco, anche perchè cerco di non tirare i rinvii e di arrampicare il più possibile in libera.

Cece parte per l’ultima lunghezza, superando il tetto e quindi lo spigolo successivo sparendo poi alla nostra vista. Le corde scorrono rapidamente e ben presto finiscono. Cerchiamo di comunicare col capocordata, ma non riceviamo risposta. Attendiamo diversi minuti un comando che non arriva. Provo allora a tirare le corde che però non si tendono rimanendo morbide. Non ci resta che aspettare ancora. Riprovo a tirare la mia corda che, questa volta, viene bloccata: sono in sicurezza e quindi posso partire superando così il tratto più impegnativo della via.

Siamo sulla traccia che conduce alla Bonatti e Enrico, fortunatamente, acconsente a proseguire. Salgo quindi il primo tiro trovandomi all’inizio del famoso traverso dove posso recuperare i miei compagni. Inizio quindi il traverso muovendomi su un terreno sconosciuto: supero il primo tratto, poi la metà. I rinvii attaccati all’imbrago cominciano a scarseggiare ma della sosta neppure l’ombra. Continuo a scalare verso destra fino al resinato con cordone: poco più a destra vedo il diedro con tre resinati. Sono colto da un momento di panico: mi è avanzato un solo rinvio! Poi realizzo: la sosta è proprio alla base del diedro. Mi sposto così delicatamente verso destra fino a prendere una specie di fessura grazie alla quale sono rapidamente in sosta. Non mi rimane che recuperare gli altri.

I traversi sono complessi per il primo tanto quanto per il secondo: e infatti Enrico non tarda a compiere un lungo pendolo, fortunatamente senza conseguenze. La stanchezza inizia a farsi sentire e così riesce ad issarsi solo grazie alla corda di Cece. Tirando a più non posso finalmente mi raggiunge in sosta concludendo questa lunghezza chiave. Parto così per il diedro che presenta un passo atletico a superare una zona leggermente strapiombante: non cedo alla tentazione di tirare e il passo mi riesce in libera così raggiungo la sosta.

Seguono altri due tiri più semplici e poi l’ultimo con variante su stupendo muro verticale. Unico rimpianto della giornata: non aver gustato un bel gelatone causa ora tarda!

Una Risposta a “Miryam e Bonatti”

  1. […] Fraclimb arrampicare non è tutto, c’è anche lo sci! « Miryam e Bonatti […]

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