Merdarola

sabato 21 febbraio

E’ ancora buio quando supero i paesi affacciati sul lago: la strada è completamente sgombra e così arrivo ad Ardenno con un certo anticipo. Cece è già lì, carico il materiale sulla sua macchina e poi partiamo per la Valmasino.
Il viaggio si interrompe alla Piana della Bregolana dove la strada inizia ad essere sepolta sotto uno spesso strato di neve. Poco male. Imbocchiamo la traccia ben battuta e ci incamminiamo verso il nostro obiettivo.
Proprio sotto la cascata, giacciono numerosi abeti abbattuti probabilmente dall’onda d’urto di una valanga di cui dobbiamo superare il tracciato di discesa prima di raggiungere l’attacco di Merdarola.
Parto per il primo tiro, un breve salto ghiacciato che supero senza grosse difficoltà. Poi è il turno di Cece che affronta una lunghezza appoggiata e colma di neve. Il tiro è semi-improteggibile e quindi proseguiamo in conserva fino ad un albero dove sostiamo. Davanti a noi si presenta un altro tratto appoggiato, ma tra una chiazza di neve e l’altra possiamo scorgere un po’ di ghiaccio. Prosegue sempre Cece fino alla sosta su roccia, poi è nuovamente il mio turno. Mi infilo in uno stretto canalino, salendo sempre su neve dura e improteggibile. Il tiro comunque non presenta difficoltà e così rapidamente sono nuovamente in sosta. Ci troviamo in corrispondenza del bivio che separa il percorso difficile da un canale appoggiato. Dopo un attimo di indecisione, optiamo per il secondo percorso completando così l’ultimo tratto di cascata che sostanzialmente ha preso le sembianze di un canale nevoso piuttosto che un rivolo gelato.
Usciamo quindi dal tracciato raggiungendo un pendio carico di neve che ci costringe a tracciare faticosamente il percorso per raggiungere il sentiero di discesa. Ci immettiamo sulla pedonata poco prima di una casetta semi-sommersa dalla neve per poi dirigerci verso Promenade. Individuata una corta colata valutabile sul grado 3, lasciamo che le becche delle nostre piccozze possano finalmente infiggersi nel ghiaccio, mentre assaporiamo ogni movimento della salita.
La discesa verso l’auto è un’altra piccola avventura: raggiunta la base della cascata, proseguiamo in orizzontale sfruttando una vecchia traccia sulla neve. Ci infiliamo nel bosco dove, persi i segni di passaggio, cominciamo a scendere sulla verticale. Raggiungiamo quindi un ripido canalino con neve pressata che ci costringe ad allestire due doppie su alberi prima di riguadagnare una zona più semplice. Dopo pochi minuti, attraversando nuovamente una zona con numerosi alberi abbattuti, ritorniamo sulla strada e quindi all’auto.

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