Val Fontana: Giasusa

domenica 11 gennaio

Partiamo da Chiesa in Valmalenco con comodo, tanto la cascata è vicina! In effetti raggiungiamo rapidamente la Val Fontana entrando sempre più nella valle finchè la strada non presenta un discreto strato di neve battuta. Proseguiamo comunque senza troppe difficoltà fino al ponte sul torrente. Lo superiamo, ma al primo tornante siamo costretti a fermarci. La macchina non riesce a proseguire e quindi, ancora una volta, siamo costretti a mettere le catene. Oramai siamo quasi degli esperti! Ripartiamo e riusciamo a guadagnare ancora un po’ di dislivello finchè non risulta impossibile proseguire: i binari finiscono e lo strato nevoso è troppo spesso. Decidiamo allora di tornare verso il ponte dove lasceremo l’auto. Per alleggerirci la salita, mi fermo per scaricare gli zaini. Quando però provo a ripartire, la macchina è bloccata dalla neve che quindi dobbiamo spalare aiutandoci con gli sci. Alla fine, riusciamo a metterci in marcia alle 10:30 inoltrate. Ma la cascata è vicina!

Saliamo sfruttando la traccia lungo la mulattiera: i minuti corrono in modo inversamente proporzionale al nostro ritmo di marcia ma della cascata nemmeno l’ombra. Cominciamo quasi a disperare poi, finalmente, superato un piccolo dosso, vediamo sulla destra la colata. Non è in condizioni ottimali: spesso il ghiaccio è coperto da una considerevole coltre nevosa, dovremo ravanare non poco per guadagnarne la conclusione! Superiamo quindi un primo tratto con neve poco sopra la caviglia e poi, finalmente, Cece può iniziare a spiccozzare. Supera il primo salto e quindi si infila in un canale nevoso piuttosto appoggiato. E’ il mio turno: salgo per una rampa appoggiata con ghiaccio di bassa qualità fino a raggiungere la base del salto principale. Lo scrutiamo. L’idea è quella di sostare  immediatamente alla base del tratto più verticale oppure subito sopra di esso e quindi, con un altro tiro, raggiungere la sommità del salto. Parte Cece per un tratto ripido e piuttosto continuo: arriva alla base del tratto più verticale e sosta. Lo raggiungo e ho i polpacci in fiamme! Cerco di sghisare un po’ e quindi mi getto sul tratto più verticale lungo pochi metri. Lo supero senza troppe difficoltà e sosto proprio alla sommità del passo. Cece quindi termina il salto e sosta in una zona più appoggiata. Ancora una volta il ghiaccio è di scarsa qualità, ma fortunatamente le difficoltà sono molto ridotte; sosto presso un albero e quindi parte Cece che completa il tratto finale della cascata.

Ora ci attende la discesa: un bel ravano su neve fresca che affrontiamo aiutandoci con picca e ramponi applicando un po’ di grass-tooling! Scivolando e affondando, riguadagnamo la base della cascata e poi, con un ritmo decisamente più rapido di quello di salita, ritorniamo finalmente alla macchina, mentre il sole sta sparendo dietro le cime.

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