Sasso Cavallo: Cassin

domenica 12 ottobre

Iniziare una giornata con la frontale e finirla con il cielo incendiato dai colori del tramonto. Fantastico. Stupefacente. Sbalorditivo. Se poi in mezzo c’è la Cassin al Cavallo…

Partiamo dal Cainallo alle 6:20. Le nostre frontali rischiarano il bosco ancora avvolto nelle tenebre, mentre in lontananza si intravedono le prime luci dell’alba. In poco meno di 1h e 30′ siamo in cima alla Val Cassina. La temperatura è insolitamente alta, ma forse è solo la febbre che ci attanaglia. Rapidamente scendiamo il canalone e raggiungiamo l’attacco. Non fatichiamo a trovare la partenza della Cassin, soprattutto grazie all’esperienza della volta precedente. Inizia Cece su un tiro friabile: siamo ancora intorpiditi e la progressione ne risente, non certo aiutata dalla qualità della roccia. Il tiro successivo spetta a me. Perdo del tempo prezioso per una deviazione sbagliata. Poi mi accorgo di un chiodone traballante e ritorno così sulla via. Il terzo tiro è ancora compito di Cece: magistralmente si alza sui chiodi aiutato dalle staffe. Poi infila nella fessura due friend; si alza tirandosi sulle protezioni mobili e raggiunge il chiodo successivo uscendo dal tratto duro.

I tiri successivi ci riservano molte meno sorprese; man mano che progrediamo, aumenta l’aria sotto i nostri piedi ma nel contempo anche la fiducia nelle protezioni e così ben presto ci troviamo sotto il diedro-fessura della seconda metà della via. E’ il mio turno: mi infilo nel colatoio aiutandomi abbondantemente con chiodi e friend. Poi mi blocco: sono in cima al diedro e non riesco a proseguire. Ho piazzato un camalot n°3, ma per andare avanti dovrei usare un 4 (che non ho). Mi guardo attorno e vedo un chiodo poco più in basso sulla destra fuori dal diedro. Meledizione! Devo uscire da questo colatoio! Così raggiungo la sosta. Nuovo imprevisto: numerose api volteggiano nell’aria ma, fortunatamente, non ci creano alcun problema. Altra lunghezza di artificiale impegnativo e nuovo capolavoro di Cece che si alza sulle staffe tra un chiodo e l’altro superando così i tratti strapiombanti del camino.

Segue un tiro più facile anche se, probabilmente uscendo dalla linea originale, supero alcuni tratti più impegnativi del IV dichiarato. Dalla sosta comincia un susseguirsi di avanti e indietro; non capiamo infatti dove andare: a destra sembra ci sia un passaggio più facile, ma la relazione indica di andare a sinistra. Cece prova quindi in quella direzione fino a raggiungere una serie di chiodi che sale in un camino-diedro, ma della sosta nemmeno l’ombra. Torna indietro e prova a destra: sale inizialmente per prato per poi raggiungere una placconata, ma di chiodi nemmeno l’ombra. Decidiamo allora di intraprendere la via a sinistra allestendo una sosta alla base del camino-diedro. E’ il mio turno: mi alzo superando un passo d’artificiale e quindi mi immetto nel diedro-camino. Risalgo la struttura aiutandomi con chiodi e friend fino ad uscirne. Segue una placca articolata ma anche molto aerea fino ad una specie di cengia. Della sosta nemmeno l’ombra e allora ne preparo una sfruttando un chiodo in loco e una clessidra. Recupero Cece che riparte per l’erboso e ripido tratto conclusivo, superando una placchetta per nulla banale. Anche lui allestisce una sosta di fortuna dalla quale finalmente raggiungiamo la vetta!

Sono entusiasta (e anche un po’ orgoglioso!) per aver concluso quest’avventura sulla Sud del Cavallo. Era da tempo che questa parete mi ingolosiva e sembrava quasi mi prendesse in giro ogni volta che raggiungevo la cima della Grignetta. Ma finalmente sono riuscito a metterci sopra le mani!

Relazione. La via inizia poco prima del Sass d’la Merenda (la costiera che delimita a sinistra la Sud del Sasso Cavallo) sulla verticale di un alberello proprio sotto gli strapiombi. L’attacco corrisponde a una zona compatta e stratificata alta un paio di metri (poi la roccia diventa decisamente meno compatta e con diversi ciuffi erbosi); qui la parete si protende maggiormente verso il prato rispetto le parti laterali. E’ infine visibile un cerchio rosso sbiadito alcuni metri sopra il prato. Sono necessarie due corde (noi abbiamo usato due mezze da 60m), cordini e/o staffa, una serie di friend fino al 2, dadi e qualche chiodo con martello per le soste finali. Le soste sono costituite da un fittone fino a S12, le restanti devono essere allestite. La chiodatura lungo i tiri è abbondante ma non sempre affidabile.

L1 (V): salire diritti per rocce rotte (prestare molta attenzione) fino a una cengetta. L2 (VI-, A1 o VI+): spostarsi a destra e risalire un diedrino (roccia delicata); traversare a sinistra su placca (chiodo poco affidabile) e risalire fino all’alberello visibile dalla base della parete raggiungendo la sosta sulla destra (roccia instabile nel tratto finale). L3 (V+, A2 o VIII-): probabilmente il tiro più impegnativo; salire il diedro-fessura inizialmente strapiombante poi più appoggiato ma comunque difficile. Nel tratto strapiombante mancano alcuni chiodi e il superamento del passaggio richiede l’uso di un paio di firend. L4 (V+): superare la placchetta sulla destra aggirando uno spigolino; risalire su roccia a tratti erbosa in direzione di un evidente camino superando una vecchia sosta. L5 (V+): risalire diritti superando un diedrino; si raggiunge il camino sostando presso un albero. L6 (V): risalire il camino superando la rosa canina che lo chiude e un alberello fino alla sosta su comoda cengia. L7 (III): traversare a destra su erba e salire per prato e placche spostandosi leggermente verso sinistra. L8 (III): traversare in diagonale verso sinistra portandosi sulla verticale dell’evidente camino che costituisce la parte alta della via. La sosta è poco a destra di alcune piante e del prato (traversando ancora a sinistra si raggiunge la Carugati). L9 (V+): salire leggermente verso destra e poi diritti per diedro-fessura fino alla base del camino (sosta su chiodi). L10 (V+, A1 o VII-): superare la prima parte del camino uscendo a destra al chiodo con cordone; superato un tratto su spigolino delicato si raggiunge la sosta (api). L11 (V+, A2 o VII): salire diritti e quindi rientrare nel camino. Con difficile e faticosa arrampicata in artificiale si raggiunge la sosta (cordone poco prima della conclusione del tiro). L12: (IV): risalire verso destra la placchetta (io ho seguito la fessurina) e poi proseguire per roccia erbosa e articolata fino alla sosta (S12) su comoda cengia (a nostro parere il IV dichiarato è un po’ “stretto”). L13 (III): traversare verso sinistra in piano fino alla conclusione della cengetta (tiro molto corto); ci si trova tra un tratto con roccia rotta sulla destra e una placca scura molto compatta a sinistra. La sosta è costituita da due chiodi di cui uno mio (eventualmente si può rafforzare con un C3 n°1). L14 (V+, A1 o VII-): salire diritti tenendo la placca compatta sulla sinistra fino alla base del camino. Risalire la struttura fino al suo termine quindi spostarsi verso destra, dove la progressione risulta più semplice e intuitiva. Salire quindi diritti su roccia articolata e a buchi fino a una specie di cengia chiusa da una parete verticale. Noi abbiamo sostato sfruttando un chiodo nuovo già infisso e una clessidra (circa 50cm a sinistra del chiodo). L15 (III): risalire la rampa verso sinistra e aggirare lo spigolo. Raggiungere un albero e piegare verso destra superando una placca delicata quindi ancora per prato fino a un roccione dove si può allestire la sosta a friend. Da qui salire per prato fino alla vicina vetta. Dalla cima scendere per traccia (bolli e paline metalliche) fino a raggiungere il sentiero che arriva dal rif. Bietti.

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9 Risposte to “Sasso Cavallo: Cassin”

  1. una salita di grande prestigio (anche se forse un po’ dimenticata), complimenti!

  2. Bravissimi! Famosa salita dei tempi che furono. Altra grande via di un grande della zona….

    Che fortuna che abbiamo…poter arrampicare su vie dai nomi importanti a pochi Km da casa!!

  3. Bravissimi! Famosa salita dei tempi che furono. Altra grande via di un grande della zona….

    Che fortuna che abbiamo…poter arrampicare su vie dai nomi importanti a pochi Km da casa!!

  4. Luca Bono Says:

    bravo francesco, devo dire che questo è proprio il tuo anno! io non sto combinando molto ma sono contento per le tue realizzazioni

    complimnti a te e al tuo socio

  5. […] Fraclimb arrampicare non è tutto, c’è anche lo sci! « Sasso Cavallo: Cassin […]

  6. Cmq le soste della Cassin ci sono tutte, fino all’ultima.. ciao

  7. complimeti cmq per la salita.. era la premessa.. scusate.. ciao bravi !

  8. grazie! ma dove sono quelle finali che non abbiamo trovato?

  9. […] aver superato la via più dura per impegno globale tra quelle ripetute in Medale, paragonabile alla Cassin al Sasso Cavallo se non forse anche più impegnativa. Il tutto mentre ci giungono le musiche del Carnevale dalla […]

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