Wendenstocke: Sonnenkoning

Posted in vie alpinistiche su roccia on Agosto 25, 2009 by fraclimb

domenica 23 agosto ‘09

Wenden, un nome che procura un brivido lungo la schiena, rievoca rocce insolitamente compatte su cui innumerevoli tracciati disegnano una ragnatela di percorsi che ne accarezzano le forme delicate all’inseguimento di un buco o di una minuscola asperità che conduca verso l’alto. Le mani fremono, un senso d’impotenza si fa strada nel caos dei pensieri, il cuore sobbalza, poi una stretta di mano, un abbraccio e l’avventura svanisce in un soffio, ma nel profondo rimane intrappolato ogni momento della salita, gli attimi rimangono fissati indelebili, come scolpiti su una grigia lavagna.

Tutta la poesia svanisce quando l’auto sbuca dal tunnel del Gottardo: sfuggiti dall’antro artificiale, siamo ributtati nell’oscurità delle nuvole che divorano l’asfalto. Le loro lacrime bagnano il parabrezza, mentre i tergicristalli iniziano la loro danza ipnotica. La strada del Susten è avvolta in uno spesso e inquietante strato di nebbia mentre io sono facile preda dei dubbi sull’indomani che però preferisco serbare solo per me lasciando accesa una flebile speranza per la domenica mattina. Quando ci infiliamo nei sacchi a pelo, la sottile pioggerellina che ci ha tenuto compagnia ha smesso di tamburellare sulla tenda lasciando il posto ad un’impenetrabile coltre nuvolosa.

Quando, nel pieno della notte, sbuco dalla tenda, sono inondato dal fiume di stelle della Via Lattea: una cometa sfreccia nel firmamento inabissandosi in un mare color pece rischiarato da migliaia di gemme splendenti, mentre inconfondibile si staglia il profilo del Wendenstöcke. [continua]

Pizzo Torrone Occidentale: Guronsan

Posted in vie alpinistiche su roccia on Agosto 22, 2009 by fraclimb

giovedì 13 agosto

Dopo la salita di ieri, io e Cece puntiamo a qualcosa di meno impegnativo, giusto per sfruttare la nostra presenza in quota. Memori della fatica patita il martedì per raggiungere il rifugio Allievi, non siamo dell’avviso di ripetere la sfacchinata nel breve periodo. L’ambiente è mozzafiato, la roccia di alta qualità, ma l’attraversamento della Val di Mello è un vero calvario, soprattutto osservando i numerosi villeggianti (con annesse gnocche in costume da bagno) che ti scrutano mentre tu arranchi schiacciato dal peso dello zaino che ti sega le spalle. Poi sai che ti aspettano 1300 metri di pura e dura salita e l’unica consolazione è rappresentata dall’assenza di rappresentanti del gentil sesso che ti invoglierebbero a ben altre attività. Così, meglio sfruttare la situazione e le belle giornate per inanellare un’altra salita, dissanguati da quel vampiro del rifugista che ti chiede ben 13€ per un letto! E se fai mezza pensione, non provare a chiedere il bis, come ha tentato un povero alpinista teutonico che si è visto recapitare un’occhiataccia dalla cameriera infastidita per la richiesta dell’avventore ai suoi occhi insolitamente assurda.

Puntiamo allora all’Erba Fumagalli superando con ritmo insolitamente tranquillo la pietraia sovrastante il rifugio. Il nevaio che ci si para d’innanzi è come una lastra di marmo e noi sembriamo due provetti ballerini che con eleganti movenze mantengono la miglior posizione d’equilibrio prima della successiva scivolata. Siamo sotto la verticale della punta Allievi e, guardando in fondo, scorgiamo la zona dove attacca il nostro obiettivo. Con le sole scarpe d’avvicinamento e un martello che può essere usato come una proto-piccozza, non abbiamo grosse possibilità di superare i 30° del nevaio che conduce all’attacco. Così, dopo una lunga consultazione, decidiamo di tentare Lady D. [continua]

Picco Luigi Amedeo: Taldo Nusdeo

Posted in vie alpinistiche su roccia on Agosto 20, 2009 by fraclimb

mercoledì 12 agosto

Nuovamente io, Cece e Colo. Per il mio alpinismo, questo trio è diventato oramai sinonimo di salite impegnative, esigenti ma di sicura soddisfazione. Questa volta siamo determinati a uscire dall’ardita linea della Taldo Nusdeo che supera il pinnacolo granitico che si leva sopra le nostre teste: sappiamo come raggiungere il famigerato naso, come superarlo e conosciamo anche il tiro successivo, al cui termine si è arenato il tentativo dell’estate passata. Da quel punto, per noi, c’è solo terreno vergine.

E’ ancora Cece a prendere il capo della cordata; nel frattempo ci ha raggiunti una guida con una ragazza con i quali arrampicheremo tutto il giorno. Dalle scarne informazioni ricevute all’Allievi, ci aspettavamo e temevamo una folla d’alpinisti all’attacco della via, mentre realtà è ben diversa: in Val Torrone regna il silenzio più assoluto mentre l’anfiteatro, ancora avvolto nella fresca penombra del mattino, ci appare desolatamente vuoto. Superiamo rapidamente le prime due lunghezze del traverso trovandoci così sotto l’inquietante naso da cui cola un’evidente striscia d’acqua. Cece si alza con circospezione, raggiunge la fessura sotto lo strapiombo e inizia la faticosa traversata; finalmente agguantata la lama d’uscita da cui facilmente perviene alla sosta.[continua]

Badile: Cassin

Posted in vie alpinistiche su roccia on Agosto 8, 2009 by fraclimb

Mercoledì 6 e giovedì 7 agosto ‘09

Un pensiero ed un sentito ringraziamento al Grande Vecchio dell’alpinismo italiano che ci ha regalato questa salita dalla quale sono uscito lo stesso giorno in cui lui si è riunito ai compagni con cui, nel lontano ‘37, ha superato quella lavagna fino ad allora inviolata.

Quando sento Colo al telefono la mia idea è quella di stare via un giorno o al massimo due; ascoltate le mie proposte, cerca di convincermi per la Cassin al Badile ma invano: appena sento pronunciare quel nome sono proiettato ai piedi della parete, al cospetto di quella nord est che tanto mi ha fatto penare. Sono anni che quella lavagna mi ha stregato ed io invano cerco di sedurla: ogni volta che mi trovo al suo cospetto, lei è lì, insensibile alla mia brama di salirla.

Devo cogliere al volo quell’occasione e, certo, non me la lascerò sfuggire di mano! Così mi ritrovo, il mercoledì pomeriggio, ad arrancare sul ripido sentiero che porta al Sasc Furà senza sapere dove passeremo la notte: il rifugio rigurgita infatti di avventori e noi non sappiamo se trascorreremo la notte sui tavoli della sala da pranzo o, peggio, direttamente all’aperto. E quando oramai ci siamo rassegnati all’idea di dormire sotto le stelle, la gestrice riesce a liberarci un tranquillo angolino nel sottotetto dove passeremo la notte come pascià.[continua]

Gran Capucin: via degli Svizzeri (con variante finale)

Posted in vie alpinistiche su roccia on Agosto 4, 2009 by fraclimb

sabato 1 agosto

Un sogno divenuto realtà. Un obiettivo ambizioso, ricercato, desiderato, inseguito e poi gustato, assaporato in ogni sua sfaccettatura. La roccia rossastra incredibile. Gli incastri nelle fessure diritte e regolari. Un movimento fluido, lento, delicato. E poi la gioia incontenibile: sono a cavalcioni del Gran Capucin!

La guglia si staglia nel cielo azzurro, custodita dalle sorelle maggiori che la circondano. Sua Maestà, il Monte Bianco, è avvolto da un turbinio di nuvole candide. Scorgo i mitici piloni del Freney e l’Aiguille Blanche. Più a destra è la minacciosa Brenva con il seracco pensile indeciso se lasciare l’alta quota per buttarsi sul ghiacciaio sottostante. E l’obelisco del Dente del Gigante, l’Aiguille Verte e i Drus per poi chiudere il cerchio con la torre che sovrasta l’Aiguille du Midi. Mentre mi calo, la mente ritorna alle ultime ore, ai momenti che hanno anticipato l’inizio del confronto, l’attimo in cui le mani si sono posate sul granito del Bianco, in attesa che il cuore possa riversare a cascata tutta la sua contentezza. [continua]

Wellhorn: Adlerauge

Posted in vie alpinistiche su roccia on Luglio 28, 2009 by fraclimb

domenica 26 luglio ’09

Con le braccia indolenzite a causa dei tiri strapiombanti della falesia di Lammi e con la borsa dell’Ale sulle gambe, sono nuovamente seduto sulla macchina del Berna che sguizza tra i tornanti che conducono all’ingresso delle gole del Rosenlaui. Il sabato, tolto l’intermezzo falesistico, è passato a bordo della Focus che ci ha condotti nel cuore della Alpi svizzere dopo aver valicato il passo del Gottardo e l’interminabile Susten. Passeremo la notte al parcheggio del Rosenlaui, speranzosi che le nuvole si diradino lasciando lo spazio ad un cielo sereno.

Sono le 4:30 quando il cellulare del Lele trilla rompendo il silenzio che regna sovrano nella nostra tendina: io, lui e l’Ale ricomponiamo il trio vincente della Dufour nella speranza di ottenere un nuovo successo sulle rocce del Wellhorn. A dormire in auto sono rimasti il Berna e l’Helen che completano il quintetto che ambisce alla salita di Adlerauge. [continua]

Punta Fiorelli: Waiting List

Posted in vie alpinistiche su roccia on Luglio 23, 2009 by fraclimb

domenica 19 luglio ’09

Al mio risveglio, la Valle mi accoglie con un cielo grigio: le nuvole basse ricoprono le vette circostanti lasciando solo intravedere qualche chiazza delle neve caduta in nottata. Fuori continua a piovere: quella pioggia fastidiosa, rada ma che inesorabilmente bagna ogni cosa. I progetti per la domenica scorrono via lentamente come le lancette dell’orologio in un sabato uggioso, lasciando lo spazio ad una salita in giornata. Trascorro il pomeriggio in perfetto stile escursionistico girovagando tra i Bagni e l’imbocco della Val di Mello in compagnia di mio fratello e in trepidante attesa di accordarmi con Cece.

Il ritrovo è fissato al bar Monica: sebbene l’ora non sia troppo mattiniera, ciondolante scendo la ripida stradina che conduce in piazza. Cece è già al bar intento a sorseggiare la sua colazione insieme a Luciano e Oreste mentre il sottoscritto combatte con gli occhi gonfi di chi è appena rotolato dal letto. [continua]

Lenzspitze (parete NE) e Nadelhorn (cresta SE)

Posted in vie alpinistiche su ghiaccio e/o misto on Luglio 15, 2009 by fraclimb

sabato 11 e domenica 12 luglio

Inconsapevolmente mi trovo catapultato nella Valle di Saas: Cece mi aveva detto “ci sarebbe un’occasione per il week-end, una classica da salire…”. Gettata l’esca, il pesce ha abboccato. Senza aver ben capito cosa mi attendesse, faccio conoscenza con l’obiettivo (e con Matteo e Marcello) durante il lungo viaggio in auto: due 4000 in un giorno? Una sfida più che accattivante.
Entriamo a Saas Fee (o meglio, nel parcheggio alle porte del paese) che è quasi mezzogiorno. Le vette che circondano il villaggio sono perturbate da nuvole grige che roteano tra i ghiacci; possiamo solo intravedere la Mischabel Hütte, nostra meta del sabato, arroccata su uno sperone roccioso che sovrasta Saas Fee e il lungo e ripido percorso che si snoda su un costolone erboso per poi infilarsi tra le roccette che conducono alla capanna. Rassegnati al nostro destino di poveri alpinisti, ci incamminiamo sul sentiero inizialmente in ordinata fila indiana, poi ognuno per proprio conto. Sul facile sentiero attrezzato, raggiungo alcuni alpinisti che ci avevano superati più in basso, riguadagno la posizione in testa e riprendo la mia marcia fermando l’orologio sotto le 3h quando arrivo alla capanna. Dopo qualche esercizio di stretching, sono come nuovo, pronto per la branda prima della cena. [continua]

Sasso Cavallo: Ojo como va?

Posted in vie alpinistiche su roccia on Luglio 10, 2009 by fraclimb

sabato 04 luglio ’09

E come volete che vada dopo quasi 10 ore di parete, di cui 2 per scendere (!), un’ora a camminare sotto la pioggia e l’abbandono di due chiodi, un cordino di kevlar e una maglia rapida?

Venerdì sera io e Cece saliamo al Bietti risparmiandoci così una sfacchinata per il giorno seguente e regalandoci la vista di un pizzo d’Eghen baciato dal sole del tramonto.

Dormiamo così saporitamente che la sveglia suona invano e veniamo catapultati dal mondo onirico a quello reale solamente dalla vibrazione del cellulare di Cece: Colo è già arrivato e ci aspetta sonnecchiante fuori dal rifugio. Dopo una veloce colazione, partiamo alla volta della Val Cassina e quindi della sud del Sasso Cavallo dove, memori delle nostre precedenti visite alla parete, rintracciamo senza problemi l’attacco di Ojo como va?. [continua]

Salbitschijen (2)

Posted in vie alpinistiche su roccia on Luglio 2, 2009 by fraclimb

domenica 28 giugno

Capitolo 2

“Non si arrampica sul bagnato”

Quando partiamo dal rifugio, non c’è già più traccia delle gnocche svizzere né dei loro compagni; sono tutti già per il sentiero che conduce agli attacchi. L’altro ritardatario, il sole, sonnecchia ancora dietro le cime, mentre la sua luce incendia la Salbitschijen che finalmente ha deciso di mostrarci le rughe che ne incidono la pelle coriacea da vecchia signora.

Una di queste è il nostro ambito obiettivo, salita per la prima volta nel lontano ’59 (proprio ora che scrivo, mi rendo conto che questo è il suo cinquantesimo: auguri!) e chiamata Villiger. Dicono che sia una delle imperdibili delle Alpi. [continua]